Archivio per agosto, 2011

Lotte eterne?

Pubblicato: agosto 4, 2011 in Policy

Ricordate la primavera araba?  L’ondata di rivoluzioni che ha scosso il mondo?

Ma quali sono stati i frutti di tutte quelle lotte, di tutte quelle persone morte nella lotta, di tutto quel sangue versato? Bè, prima cosa ancora non si fermano: la Siria continua a lottare contro la famiglia Al-Asad, l’Egitto scende in piazza Tahrir ogni volta che il nuovo governo non raccoglie le richieste dei cittadini, in Yemen si rischia ulteriormente una spirale di proteste, la Libia continua a combattere, proteste continuano in Algeria, Marocco, Tunisia.

Ma cosa hanno ottenuto queste popolazioni? Sono realmente riusciti ad vincere la loro battaglia sui diritti civili? Molti sostengono di no. Anzi, la maggior parte degli articoli che ho letto su questo argomento punta l’attenzione proprio sul fatto che, in fin dei conti, non è cambiato poi molto. Difficile essere d’accordo con quest’interpretazione dei fatti. Quello che sta avvenendo in questi mesi è qualcosa di unico, di epocale. Interi popoli si sono sollevati, migliaia di persone sono morte per la parola libertà. Ideologicamente ed emotivamente tutto ciò è bellissimo; ma voglio però fare un resoconto paese per paese. Almeno riesco ad avere un quadro globale.

Egitto: la popolazione scende di nuovo in piazza. Il movimento 6aprile ha organizzato un’altra protesta contro il nuovo governo nazionale; effettivamente, i militari tengono ancora le redini del paese. Sembra proprio che la nascita di un paese diverso sia una corsa ad ostacoli: le elezioni si fanno sempre più vicine, ma non è un cammino facile. la pagina Facebook del movimento 6 aprile è piena di messaggi di speranza: sognano un’ Egitto migliore, più bello, più democratico. Insomma, la lotta non finisce di certo. I militari speravano che, facendo fuori Mubarak, potessero comprare l’appoggio della popolazione per un nuovo leader. Ma non è stato cosi: sono tornati infatti gli arresti e le repressioni; il clima continua ad essere teso. Ed il popolo, per fortuna, non ha nessuna intenzione di smettere di lottare.

Libia:  Gheddafi non ha nessuna intenzione di lasciare lo stato in mano alle forze occidentali. Il conflitto si trova in una situazione di stallo. La NATO continua a bombardare Tripoli anche durante il ramadan: non è facile per i cittadini libici. Da una parte i “ribelli” continuano a invocare maggiore impegno internazionale, dall’altra Gheddafi continua nella sua propaganda contro l’occidente. Vedere un popolo spaccato in due, mi lascia un senso di tristezza fortissimo. Purtroppo se non c’è unità nella lotta, non ci sono prospettive positive.

Siria: i siriani stanno vivendo la situazione più difficile di tutte. Sono soli e abbandonati dalla comunità internazionale. L’ONU non è in grado di intervenire, la NATO ha già detto che non lo farà. E Al-Asad uccide liberamente. Si stima (rapporto ONU) che in Siria 3 mila persone siano sparite e 12 mila siano state arrestate. E in atto una carneficina, oramai da molto tempo. Ma qui la comunità internazionale non può intervenire; la popolazione, inerme, continua a morire mentre i nostri governi hanno scelto di restare a guardare.

Marocco: approvata la riforma costituzionale proposta dal governo e dal re. L’esecutivo è riuscito a scongiurare una primavera araba concedendo maggiori diritti alla popolazioni; naturalmente, sono riusciti a mantenere i privilegi per il re Mohamed VI. La costituzione rivista concede al governo il potere esecutivo, ma rafforza il ruolo del re come capo dell’esercito, come autorità religiosa e della magistratura e gli consente ancora di sciogliere il parlamento, anche se non unilateralmente come era precedentemente. Comunque, la nuova costituzione garantisce maggiori diritti alle donne e renderà il berbero lingua ufficiale, accanto all’arabo. Dal mio punto di vista, è una vittoria al cinquanta per cento. E’ innegabile che la popolazione, grazie alle rivolte, è riuscita a vincere una battaglia. Ma siamo sicuri che i governanti non si riprenderanno tali concessioni in futuro? Spero vivamente che i marocchini non smettano di lottare per il loro percorso democratico.

Devo ancora farmi un’idea sull’Algeria, su tutto il Sud Africa, e sugli altri paesi arabi come l’Iran, lo Yemen, l’Arabia Saudita. Questo post avrà un seguito a breve. Ma, in ogni caso, io sono felice: popolazioni si sono ribellate contro i loro dittatori. Questi stati sono figli di un’epoca coloniale e militare che fa ancora fatica a tramontare. Ma grazie alla lotta si può cambiare ciò che ci circonda. SOLO grazie alla lotta.

 

R.

 

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Vacanze Meritate

Pubblicato: agosto 3, 2011 in Uncategorized

Giustamente anche i politici hanno diritto alle ferie: dal 2 agosto al 15 settembre.

Alla domanda di Franceschini di rientrare due settimane prima è stato risposto cosi:

Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl:
… la decisione è stata frutto di una «valutazione seria», dal momento che la prima settimana di settembre «circa un centinaio di parlamentari fanno un pellegrinaggio in Terra Santa. Per rispetto verso di loro abbiamo ritenuto di iniziare le sedute dell’Aula la settimana successiva».
Giustamente no?  Quale imprenditore non da la possibilità ai propri operai di andare un mese e mezzo in ferie, e di farsi un bel pellegrinaggio in terra santa giusto per lavarsi un pochino la coscienza?
Mi sembra ovvio!  In piena crisi economica, dato che le idee sono oramai svanite nella mente dei poveri deputati della maggioranza, è meglio andarsene a pregare a Gerusalemme!
Tanto adesso è agosto, tutti vanno in vacanza, tutti vanno al mare, i giovani escono la sera a divertirsi,  gli anziani cercano di stare a casa senza sentirsi male, le fabbriche chiudono…tutti a prendere il sole!
Tanto l’Italia, prima o poi, si risana da sola!
R.