Archivio per giugno, 2011

Val di Susa, val di sangue

Pubblicato: giugno 29, 2011 in Policy, Rage

Al terzo video sui manifestanti picchiati, inseguiti, e manganellati, mi sono bloccato.  Non ce la faccio.

Non riesco a restare sereno ed impassibile. Non riesco a concepire un simile spiego di forze.

Il ministro Maroni ha mandato i blindati alle quattro e mezzo del mattino, seguiti dalle ruspe, seguiti da duemila poliziotti in tenuta antisommossa.

Duemila.

Duemila.

Duemila. Quanti diavolo sono duemila poliziotti? Come si fa a mandare duemila poliziotti per sgombrare un presidio? Un presidio fatto di cittadini che vogliono bloccare illegalmente un’opera pubblica finanziata dall’UE. E’ vero. Ma qualcuno ha chiesto loro qualcosa, prima di decidere di fargli passare una ferrovia nella loro vallata? Io farei la stessa cosa ai famosi duemila, a tutti coloro che dicono “eh ma ci sono gli accordi, eh ma la ferrovia è finanziata dall’UE, eh ma non si può bloccare il progresso….”, a tutti questi gli costruirei una ferrovia sotto il culo. Poi vediamo se vogliono l’alta velocità.

Nessuno si è andato a leggere i mille documenti che hanno presentato quelli del NO-TAV (basta andare sul loro sito, Spintadalbass, e guardatevi le varie sezioni sulla documentazione che hanno raccolto)? Ma possibile che uno stato come l’Italia non cerchi di dialogare con i propri cittadini? Questi non sono dei politici: il politico è un individuo eletto dai propri cittadini, incaricato ad amministrare la “cosa pubblica” nel rispetto delle leggi statali, nel rispetto dei diritti e dei doveri indicati dalla costituzione, nel rispetto delle promesse fatte al proprio elettorato nel momento della campagna elettorale. In Italia non esistono politici degni di questo nome che ricoprono ruoli di vertice. Abbiamo ministri incompetenti, deputati e senatori che lasciano il proprio partito e trasmigrano in altre realtà politiche solo per “cariche pubbliche e denaro” (per loro stessa ammissione); e giustamente tali persone devono decidere sulla vita e la salute di migliaia di persone. Facendo passar sotto casa loro un bellissimo e inutile treno ad alta velocità. Bella la nostra democrazia. Veramente efficace. Niente dialogo. Niente tavoli con i manifestanti. Si andassero a vedere come l’hanno fatta in Francia la TAV. Parlando con i cittadini e dando loro un mucchio di quattrini. E loro non hanno protestato. Sono scelte, rispettabili o meno, condivisibili o meno. Ma in Italia tocchiamo il fondo per quanto riguarda il dialogo Stato-Cittadini.

Come si fa a ignorare persone che hanno creato un presidio permanente da mesi?

Persone che hanno scelto di far parte di quel presidio per 16 ore al giorno, dato che le altre 8 dovevano andare a lavorare. Donne e uomini, anziani e giovani, indistintamente. Il risultato qual’è? Che alla prima minaccia seria di togliere i fondi europei, via con le mazzate! Giusto no! Se ci tolgono i soldi, come si fanno ad avviare i lavori? E quindi via con le mazzate! Fra l’altro questa storia della TAV va in giro dal 1991. Avete capito bene. L’Italia è spettacolare dal punto di vista dell’informazione mediatica poichè sembra che un evento diventa problematico solo quando due,tre quotidiani nazionali iniziano a parlarne, e quando spunta qualche notizia in televisione. Leggetevi la cronologia della TAV (QUI) e vi stupirete delle lotte, dei presidi, delle conferenze che hanno organizzato, dei cittadini che non erano mai stati informati di nulla, degli arresti e dei soprusi. Fa male.

Quella della TAV è una storia che fa male al cuore.

Ma mi lascia un gran sorriso: c’è ancora la voglia di lottare in questo paese, anche se a farlo sono in pochi; c’è ancora chi piange, chi soffre, chi combatte ogni giorno per la difesa dei propri diritti e in parte anche per i diritti altrui; c’è ancora chi guarda al futuro sperando in un mondo migliore. Sono sempre di meno, ma ci sono.

Le lotte non si fermeranno mai. Per fortuna.

 

R.

 

 

LINK VARI:

Tav, una tortta da 15 miliardi

 

Tav, alta voracità

Travaglio: Tav, carceri e giustiziaNo-TAV Torino

Annunci

The Revolution Will Not Be Televised

Pubblicato: giugno 1, 2011 in Art

Molte volte le parole sono inutili; è scomparso Gil Scott-Heron il 27 maggio del 2011. Ascoltate le parole di questo video, traducetele se non sapete l’inglese. Un poeta rivoluzionario, questo mi viene in mente quando penso a lui.

Ciao Gil

 

 

 

 

 

 

R.