Istanbul

Pubblicato: maggio 15, 2012 in EVS in Romania

Profuma di sale. Di mare. Di turisti. Di donne nascoste. Di uomini strafottenti.

Pullula di gente. Di pescatori. Di moschee altissime. Di Minareti. Di Muezzin.

Islamismo, spezie, sguardi riservati, mercati, narghilè, fumo in cenere, mela, ciliegia e limone, odori e sapori infiniti, turisti ad ogni ora, piazze enormi, edifici sterminati, parchi, verde, piante rosa, architettura romana, architettura cristiana, architettura araba, sultani e sultanati, torri pendenti e torri infuocate, tramonti forti, tramonti speziati, tramonti senza tempo, salite, discese, scale e gatti, quartieri senza fine, Cihangir, Taksim, Sultanamhed, la parte araba, l’isola della principessa, Fatih, Besiktas, due stadi, cani randagi pronti ad azzannarti, bagni turchi, bagni puzzolenti, povertà e incoerenza, lancette che corrono, kebab, ayra, piccante, la carota viola, il thè turco, il bicchiere strano, la tazza piccola, il caffè inbevibile, i carrettieri e i poveri, i mille negozi lungo la strada, la mancanza di tempo, i trasporti funzionanti, i bambini che ti vendono i cappelli a due euro, i bambini che ti insultano se non ti compri i cappelli a due euro, i mille scorci da fotografare, i mille momenti immortalati, i milioni di momenti non immortalati, lo sguardo perso ad osservare il mare, il mare, le onde del mare, i riflessi, le coste lontane, le coste vicine, i tramonti, i tramonti stupendi, i riflessi dei tramonti sull’acqua, gli odori, i sapori, i colori della notte, i colori del giorno, gli edifici, le case una sull’altra, i mille abitanti, le vie turistiche, le vie reali, la vita turistica, la vita reale, il turco, effende, t’k’scun, serefel, i kokorec, la carne di maiale, la pasta, i morsi sfuggiti, le mille ore passate a camminare, la bellezza, la purezza, la religiosità incomprensibile, l’idiozia dei turisti, l’assurda grandezza, l’impossibilità nel comprendere la sua grandezza, i chilometri, i quaranta chilometri, le case dei giocatori del Galatasaray, i laghi, i posti dove fare il bagno, le spiagge, i cani randagi, i gatti, i gatti, i mille gatti, i milioni di gatti che ti accompagnano nella tua visita, i panorami, i ponti, le torri, i ponti sospesi, i traghetti, le colline, le sette colline, le file interminabili dei turisti, il primo maggio in Turchia, i viaggi con i camion, le nove ore per attraversare la Bulgaria, le diciotto ore all’andata, le ventisette ore al ritorno, l’autostop, il sorriso dei camionisti, i camionisti georgiani, i camionisti turchi, i camionisti scemi, i camionisti che ti pagano sempre il pranzo, la cena, lo spuntino ed il dessert, la stanchezza, l’eterna stanchezza del viaggio, il sudore e la sporcizia.

6 Giorni di viaggio.

Un’altra città nel mio cuore.

A presto Istanbul.

 

 

R.

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