Volontariato and Co.

Pubblicato: febbraio 7, 2012 in EVS in Romania, Mystic

Impossibilità visive.

Dubbi epilettici.

Spazi da riempire.

Vuoto liquido.

Lamenti eterni.

 

Bene, ecco quello che ho trovato girando di centottanta gradi i miei occhi; cercando di guardare dentro i miei pensieri.

Devo far luce sui miei pensieri, e devo farlo il più velocemente possibile. Qui non si tratta solo di volontariato o di questo progettino lungo nove mesi. Qui si tratta di una ragione di vita. Si tratta di capire se sono disposto a fare questa vita, se sono disposto a continuare in questa strada ben poco definita che è il mondo dell’assistenza umana.

Stay Human, Vittorio. Tu me l’hai insegnato, ed hai donato la tua stessa vita alla tua causa. Dimenticato da molti, ma non da tutti caro Vittorio. Io mai potrò dimenticare quell’immagine che ho di te, con quei bimbi. Ed il tuo sorriso in quella foto. Rabbia contro la parte del mondo in cui vivo, questo ho provato quel giorno. Rabbia nel leggere il tuo blog, nel leggere la tua biografia. Rabbia che continuerò a provare senza mai smettere di lottare nella mia vita per quello che voglio.

Ma non è facile come sembra. Mille dubbi mi attanagliano e continuo a sentirmi come inutile a volte, in questa terra straniera.

I Rumeni sono veramente simili a noi. Forse è proprio questo il vero problema che mi sta distruggendo il fegato. Voglio e devo conoscere altri tipi di culture, altre tipologie di società. Voglio ed esigo l’alternativa. Ne ho bisogno.

Qui stiamo facendo un bel lavoro. Ma non un ottimo lavoro. L’associazione è uno scandalo, un luogo aperto solo ed esclusivamente per ricevere fondi dall’Unione Europea. Incredibile. Scrivi un progetto in Romania, e prendi soldi. Oramai fanno tutti cosi in questo posto.

Location: Horezu. Autostop alle 18:00 per tornare a Targu Jiu. Un uomo mi carica, con me altri 3 rumeni. Tutti pagano alla fine del viaggio, tranne io, ovviamente. Io sono straniero, se voglio posso contribuire, ma la maggior parte delle volte, semplicemente non è necessario farlo. In ogni caso in quella macchina ho capito tante cose; tante perchè quel tizio parlava in una specie di inglese quindi siamo riusciti a comunicare qualcosa; inoltre ha scritto non so quanti progetti insieme ad un suo amico per ottenere sti diavolo di fondi strutturali. E ci è riuscito alla fine. Il problema è che questo individuo l’ha fatto solo per i soldi. Ci ho parlato un’ora e non ha fatto che dirmi: io lo faccio per i soldi, non me ne frega niente di cambiare la società, non me ne fotte una minchia ( in inglese mi ha detto semplicemente “I don’t care about the romanian society…) di tutte le persone che non hanno soldi in Romania, perchè qui se vuoi lavorare qualcosa da fare lo trovi sempre. Un tizio assurdo. Forse assurdo è la parola che mi viene in mente giusto perchè io certo di mantenere una certa coerenza mentale ed un’onesta intellettuale. Che il più delle volte mando a zoccole per stronzate. In ogni caso, questo era un Rumeno medio. Come lui, il presidente della nostra associazione. Ed il project manager. Ed i trainer che abbiamo avuto nell’incontro a Predael, la valutazione che l’agenzia nazionale rumena fa a metà progetto.

Scoraggiato e deluso? Logico. Qui non sto soltando impegnando il mio tempo giocando e passando ore con i bimbi e con i ragazzi dell’asilo e delle medie. Volevo fare qualcosa di vero e di potente. Di puro. Per me stesso e per la mia vita.

E lo sto facendo.

Ma esigo il cento per cento da me stesso. E qui non riesco ad esprimerlo. E, soprattutto, esigo il rispetto dagli altri, ma il Rispetto dovrebbe essere scritto sempre con la lettera maiuscola. E loro lo dimenticano, semplicemente perchè non è costume preoccuparsi troppo dei volontari o di coloro che vengono da una differente parte dell’Europa.Triste. Triste come gli occhi del nostro Alex; o come quelli di Bianca quando cercano di mentire o di girare la frittata dalla loro faccia. Dannato inglese. Devo migliorarlo assolutamente. Non posso farmi raggirare da persone cosi solo per la mia mancanza di vocaboli. Devo arricchire la mia esperienza e la mia personalità. E inoltre studiare ancora. Studiare e leggere per tutta la mia vita non è comunque abbastanza. Ma non posso fermarmi. Mai.

Solo che questo percorso comincia ad essere minato da tali schifezze. Siamo proprio sicuri che è il mio percorso di vita? Ed io che sto iniziando a guardare per il servicio civile italiano all’estero…

Sarà la stessa schifezza?

Io posso scendere a compromessi, se effettivamente quello che andrò a fare sarà soddisfacente. Ma se dovessi ripetere quest’esperienza per un’altra volta ancora? Io non voglio solo imparare e imparare dalla vita. Voglio anche mettermi in gioco nel dare qualcosa in più a queste persone.Non sarò Ghandi, nè nessuno di speciale. Ma in ogni caso sono dell’idea che ognuno di noi ha l’opportunità di far riflettere coloro che ci circondano. Far riflettere è grandioso. Forse quella persona rimarrà sempre nelle sue condizione, ed ovviamente il mio scopo non è quello di cambiare le menti degli individui…ma semplicemente riflettere insieme agli altri. E capire.

Sto iniziando a capire perchè qui le cose non funzionano. Perchè i Rumeni vengono in Italia. Perchè quando vengono in Italia ci sono un certo tipo di problemi. Sto iniziando a capire qualcosina sui Rom; tutte queste cose messe insieme stanno migliorando la mia persona, facendomi riflettere tantissimo.

Frequentando persone dalla Lituania, Francia, Austria, Spagna, Portogallo, è ancora più entusiasmante per quanto mi riguarda. Mi esalto a stare insieme a loro, a chiedere e domandare delle loro esperienze di vita, della loro società, del loro modo di vivere.

Ma non mi basta. Io voglio di più dalla vita, voglio lottare per vedere i miei sogni realizzati. Voglio vivere le mie emozioni condividendole con gli altri. Voglio cercare di cambiare la società. Cambiare la società non è qualcosa di positivo? Non è qualcosa di rispettoso nei confronti degli altri? Da un certo punto di vista si. Ma io sto cercando di cambiare la parte malata, la parte che non rispetta i sentimenti, la parte che dimentica la bellezza dell’umanità, la parte che dimentica ogni singolo giorno della sua esistenza che il denaro non ha alcun valore se si lasciano morire persone di continuo senza curarsene.

Voglio proseguire su questa strada; di questo sono sicuro.

Ma a che prezzo? Sono disposto a scendere a compromessi per tutto il resto della mia vita? Quanto ancora potrò resistere a queste condizioni?

 

R.

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