Bell’Italia

Pubblicato: ottobre 24, 2011 in EVS in Romania, Policy, Rage, Uncategorized

Ed io che pensavo fosse semplice…vai, parti dall’Italia per periodo della tua vita, e finalmente ti lasci dietro gran parte delle cose che ti disintegravano giornalmente il fegato. Ma a chi vuoi darla a bere. Sarà la lontananza, sarà che sono partito solo da un mese e mezzo, ma non riesco proprio a non pensare al mio paese.

Ogni volta che parlo con ragazzi stranieri, ogni volta che qualcuno mi chiede informazioni sul nostro paese, non posso che sorridere con quella faccia da idiota che mi ritrovo e stare zitto. Stare zitto. Questo è il problema! Non so quante cose potrei dire del mio paese: conosco bene molti dei suoi aspetti, mi sono interessato, e lo sono tuttora, alla politica, alla società, alla gente. Ma rispondere alle domande che ti fanno, non è per nulla facile! Ogni volta la stessa storia: “Ma come fate ad avere Berlusconi?” “Come è possibile che a Napoli…” “Perchè in Italia…” e bla bla bla bla. Finiscono sempre con il dire: “In ogni caso, l’Italia è un paese da visitare, e non vedo l’ora di venirci!”. Paradossale. Giustamente, non essendo il loro paese, gli resta sempre nella mente la splendida idea positiva dello stivale come “luogo turistico per eccellenza”; e mi uccidono ogni secondo che passa. Mi travolgono l’anima con la loro semplicità di dialogo e di commento. Io che vorrei spiegargli e parlare di mille cose, dirgli che non siamo tutti mafiosi (dato che la maggior parte degli stranieri pensa che in Sicilia le persone vanno ancora in giro con la lupara) e che la Resistenza, quella con la R maiuscola, è questione giornaliera in Italia. E loro non sanno nemmeno di cosa sto parlando!

Resistenza! Lotta Continua! Far valere i propri diritti!

Non so se è qualcosa di innato in me, non so se il fatto di considerare la società che mi circonda come una “totale ed enorme pila di merda” mi condanna a pensare che senza una lotta continua, quotidiana,fatta  in ogni momento della nostra vita, non possiamo che soccombere di fronte alla bruttura che ci circonda. Non mi interessa. Nulla mi farà cambiare idea, per quanto mi riguarda. E questo emerge ogni volta che mi tocca parlare con persone di altri paesi. Il guaio è che sento una differenza d’animo in loro; è naturale, stiamo parlando di un paese di cui non conoscono nulla e di cui, fondamentalmente non sono poi tanto interessati; il punto è che avverto questa differenza anche quando devono parlarli del loro paese: io sono abbastanza interessato a quello che accade intorno al mondo, e diciamo che sono anche mediamente “ben informato” rispetto alla stragrande maggioranza degli stranieri con cui parlo; sembra come se non sanno, o non gli interessa, o non vogliono preoccuparsi del loro paese, dato che, in fin dei conti, loro pensano che funzioni abbastanza bene! ( e questo vale per Germania, Portogallo, Austria, Inghilterra, Lituania, Francia). Sentono che in Europa e nel mondo intero viviamo un periodo particolare, di crisi e di lotte; ma tutto sommato hanno un alto tenore di vita, e non li sento arrabbiati e adirati contro il mondo come lo sono io!

E’ strano. Sono in un contesto di volontariato che mi porta ad avere a che fare con molti giovani da tutta l’Europa: dato che non fai altro che conoscere nuove persone, gli argomenti di dibattito sono sempre gli stessi, e non fai altro che parlare sempre delle stesse cose, a ruota.

Sto diventando esperto nel disintegrare la politica della destra italiana  in trenta secondi netti! Quasi un record ragazzi! Parlavo con un ragazzo del Belgio (un fottuto pazzo metallaro che non ha fatto altro che parlare per trenta minuti di seguito del fatto che l’Europa è una merda perchè l’erba non è legale, ed il fatto che l’erba non è legale, è solamente una profonda cazzata dei governi che non vogliono lasciare liberi i giovani! Povero me!) che mi chiedeva di Silvio: alla fine, quando gli ho spiegato bene, mi ha detto:” Cazzo, sei il primo italiano che mi ha fatto finalmente capire qualcosa! Ora capisco perchè quell’individuo è pericoloso,  e perchè in Italia le persone gli hanno votato! Non siete poi tutti degli idioti”; la mia risposta è stata:” Bè, in Belgio voi non avete un governo da un paio d’anni oramai, almeno noi scendiamo in piazza, lottiamo giornalmente, e muoriamo per i nostri diritti!”. Cazzo, mi sa che ho esagerato: ci è rimasto malissimo del fatto che conoscevo qualcosa del suo paese, e alla fine ha biascicato qualche risposta di circostanza. Questo solo per dimostrare che, in fin dei conti, l’Italia farà anche schifo, ma preferisco mille volte la mia attitudine alla lotta, che vivere in un paese come la Svezia, dove non sanno di cosa diavolo lamentarsi.

Non voglio partire con la solita tiritera che negli altri paesi si vive meglio che in Italia, che loro guadagnano di più, e le solite troiate varie. Tanto è vero, tutti lo sanno, e non ha senso parlarne. Il punto è che non mi piace la mentalità che hanno alcuni (non tutti naturalmente) ragazzi che ho incontrato: non sono incazzati come le iene! E questo mi delude tantissimo. Pensare che anche in Europa sono circondato da persone che pensano continuamente a:

-Lavoro

-Carriera

-Soldi

-Lavoro+Carriera+Soldi+Famiglia

mi distrugge.

Ok, è vero che incontri anche persone interessanti; gente che fa volontariato da anni, gente che si batte per i propri ideali, gente che non si preoccupa di questa società, gente che è riuscita a ritagliarsi il proprio spazio personale in questo posto dimenticato da dio. Ma sono pochi, e la cosa non mi rassicura affatto!

Continuo a scoprire, a girare, a parlare con tutti coloro che mi sono intorno. E’ la cosa più interessante che io possa fare in questo momento: mi sento pieno di informazioni, e più passa il tempo, più avverto che il mio inglese migliora (di fondamentale importanza se si vuole avere una padronanza del linguaggio tale da farti sentire a proprio agio con gli altri); mi sento vivo come non mai in questo paese lontano. Ora, l’unica cosa, è iniziare sul serio il nostro progetto!

Incrocio le dita e libero la mente.

R.

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