Caccia al diverso

Pubblicato: luglio 9, 2011 in Rage

Il razzismo pervade le membra di questo Statp fin nel profondo delle sue viscere. Ogni goccia del sangue che ci scorre nelle vene è minato da un sentimento di anti-fratellanza, di anti-umanesimo.

Ognuno di noi parla di sentimenti positivi, di onestà, di amore e di uguaglianza, salvo poi evitare di mettere in pratica tali discorsi quando se ne presenta l’occasione. E quindi niente elemosina per strada, niente solidarietà ai poveri venditori ambulanti, niente umanità verso coloro che sbarcano in Italia in cerca di un futuro per le loro vite, niente sorrisi verso quelle donne e uomini che sono diversi da noi.

Immigrazione. Immigrati.

Il suono di queste parole fa accendere varie scintille nella mente degli italiani: “Lampedusa” “neri” “albanesi” “rumeni” “ladri” “stupratori”. L’elenco non comprende alcuna parola positiva, e sono fermamente convinto che su cinquanta milioni di persone, veramente in pochi non storcono il naso, non girano gli occhi quando vediamo la diversità di fronte a noi.

Si è parlato tanto di rivoluzioni arabe, di rivolte, di lotte, di democrazia, di libertà. Tutti concetti stupendi.Sono stati spesi fiumi di inchiostro nella celebrazione dei popoli arabi, rivoltatisi contro coloro che distruggevano le loro vite. Per tutta risposta, noi cosa abbiamo fatto? Esattamente nulla. Anzi, abbiamo preferito recintarli, o al massimo metterli su un treno diretto per la Francia, tranquillizzando tutti i razzisti del belpaese.

Giusto! Si,è vero che io sono di sinistra, è vero che io sono una persona sensibile, attenta ai problemi sociali, non sono mai stato razzista in vita mia, mi piace un sacco l’Africa, la sua musica, i suoi colori, poi io faccio volontariato nel mio paese, lascio le offerte in chiesa, quei poveri bambini mi fanno pena e appena posso cerco di aiutarli in ogni modo…. Ma sti cazzo di rumeni non li sopporto proprio! Vengono a rubare! E per non parlare degli albanesi qualche anno fa! Poi guarda, proprio non capisco perchè se io sto al mare mi devono venire a rompere i coglioni mentre prendo il sole! E vogliamo parlare di quelli ai semafori? Ci mandano pure i bambini a scassarti la minchia per pulirti i vetri! E poi si piazzano con le loro case di legno da tutte  le parti, fanno una sporcizia che non ti dico, fanno schifo ecco! Io sono una persona che rispetta gli altri, ma questi non rispettano nessuno, non credono in niente!

Questo discorso l’ho sentito ripetere non sapete quante volte. Infinità. Giovani soprattutto. Perchè sti cazzo di rumeni, quelli sono proprio delinquenti!

Incredibile ed indicibile. Guardiamo le rivoluzioni arabe in televisione e siamo contenti per loro. Ma non venissero a stare in Italia, perchè noi già abbiamo i nostri problemi. Eh già. Che problemi. Infatti è risaputo che noi italiani abbiamo una guerra civile interna; è risaputo che noi italiani abbiamo problemi di alimentazione, e non possiamo mangiare sempre quello che vogliamo; è risaputo che a noi italiani, ci scoppiano le bombe vicino casa; è risaputo che noi italiani non abbiamo l’acqua corrente; è risaputo che noi italiani non possiamo bere acqua pulita; è risaputo che l’aspettativa di vita media in Italia è di trentacinque anni; è risaputo che noi italiani….

Niente. Sono cose lontane dalle nostre dimore. Sono cose che si vedono in televisione, che risuonano nelle nostre menti solo quando abbiamo bisogno di lavarci la coscienza. Perchè i problemi sono altri,i problemi, quelli veri, sono sempre altri.

Loro sono diversi da noi, sono di un’altra cultura, un’altra nazione, un altro continente. Mica possiamo risolvere i problemi di ogni stato? Certo che no. Però possiamo rubargli i beni, possiamo fregargli le risorse, possiamo metterci dittatori a nostra scelta, possiamo decidere quanti soldi mandargli in aiuti, possiamo scegliere il tenore di vita di uno stato. Questo si, abbiamo il diritto di farlo. Ma loro non hanno il diritto di invadere le nostre città, di dormire per strada, di stuprare le nostre donne, di entrare nelle nostre case, di rubare, di lavorare, di giocare, di vivere da noi!

Questo è il fulcro del pensiero italiano. Siamo solidali, fino a quando non vengono a romperci le scatole a casa nostra.

Perchè chiedersi il motivo per cui gli immigrati vengano in Italia? Perchè chiedersi il motivo per cui abbiamo affamato un paio di continenti? Perchè porsi tutte queste domande sugli “altri”? Non è più piacevole trascorrere le proprie giornate a casa, nel caldo del proprio focolare, al fresco del proprio condizionatore, e sparare sentenze a destra e a manca? Giustamente, mica ognuno di noi può risolvere i problemi del mondo? Eh no, non esageriamo!

Siamo un paese triste, senza prospettive di sviluppo, e soprattutto in declino a livello culturale. Un lungo e intenso declino. Socialmente l’Italia è un paese morto; non ha alcun senso continuare a sperare in un cambiamento a breve termine. La classe dirigenziale italiana è vecchia, è stanca, è inadeguata. E questo si riflette in tutta la penisola, in tutti i cittadini che la popolano. Il popolo invisibile continuerà a soccombere di fronte alla superiorità della maggioranza. Poichè la maggioranza non ha alcun interesse a tutelare i diritti della minoranza. Essa può soccombere, tanto noi della maggioranza rimarremo sempre a capo di ogni cosa. Noi comanderemo sempre. E chi se ne frega di qualche milione di vite perse per strada. E’ il prezzo della vittoria.

 

R.

 

 

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