Politica all’italiana

Pubblicato: maggio 12, 2011 in Policy, Uncategorized

Ieri sera mi trovavo a guardare Ballarò in televisione.

Evito di commentare il triste spettacolo della televisione italiana, dei suoi metodi informativi, e della pochezza del dibattito politico. Non capisco come sia possibile presentarsi in televisione e dire ciò che si vuole, senza alcuna base teorica. Ho visto alcuni dibattiti sulla BBC e sulla CNN qualche anno fa. E’ vero che non è tutto oro quello che viene fatto aldilà dei confini nazionali, ma per quanto riguarda le trasmissioni politiche siamo anni luce indietro.

In Italia si assiste a scene del tipo:

Presentatore: “Ci spiega qual’è la ricetta del governo, di cui lei fa parte, per risolvere la crisi economica?”

Risposta del Ministro: “Innanzitutto vorrei fare una premessa…poi bisogna dire che l’opposizione…poi non ci scordiamo che la congiuntura internazionale…”

In pratica non rispondono. Mi ricordo un’intervista a Blair durante il suo mandato sull’Iraq; la domanda era qualcosa del tipo: ” Signor Blair perchè lei ha mandato a morire soldati inglesi in Iraq visto che non è stato trovato un solo motivo che avvalesse questa guerra?”. Un qualcosa di impensabile da noi. Ho visto una sola seduta in cui Berlusconi doveva rispondere alle domande dei giornalisti di varie testare, e mi ricordo che, quando prese la parola il giornalista de La Repubblica, il nostro premier si rifiutò di rispondere (se non erro fece anche qualche battuta).

Che il livello del dibattito politico televisivo italiano sia bassissimo, è cosa risaputa, voi direte. Ma ogni volta mi stupisco, come ieri sera a Ballarò.

Scandaloso il ministro del lavoro Sacconi che non ha praticamente risposto a nulla di quello che gli è stato chiesto. Scandaloso Mauro Germano, responsabile “news mediaset”, che si è limitato a insultare Bersani ed a difendere il suo datore di lavoro senza argomenti validi.

Paradossalmente la figura migliore l’ha fatta Della Valle, il che è tutto dire.

Il mio fegato non ha potuto reggere più di un’ora di trasmissione, dopo ho dovuto cambiare canale.

Come si fa a presentarsi in televisione, di fronte a milioni di persone, e dire quelle cose? Ma nessuno di loro ha letto Montanelli? O Gramsci? O Calamandrei? Nessuno conosce il significato della parola dignità, rispetto?

Quello che mi fa star veramente male, quello che mi trafigge il cuore, è il modo in cui NON usano il loro potere sulle persone che non contano nulla nel mondo. I capi di stato, i membri dei governi, i parlamentari, non solo del nostro paese, hanno un potere enorme ed importante: hanno la possibilità di parlare a milioni di individui. Prima del fatto che hanno la possibilità di migliorare/peggiorare la nostra vita a seconda delle leggi che approvano, viene la comunicazione. Invece di parlare con dignità, con rispetto, dicendo cose serie e vere, cosa fanno? Preferiscono mentire a loro stessi ed a noi. Preferiscono presentarsi in televisione e sparare una serie di sentenze false o traviate dalla loro ideologia. Certo, capisco e so che differenti ideologie politiche portano a dare diverse risposte sullo stesso argomento. E fin qui siamo d’accorso. Posso anche accettarlo. Ma da qui a mentire su un dato tecnico, mi fa decisamente ridere.

Un esempio pratico. In trasmissione c’era un commercialista (non so se fosse un economista, ma era un tecnico in ogni caso) che ha detto che in Italia la pressione fiscale è più o meno uguale da vent’anni a questa parte. Tralasciando i motivi, ciò denota che i governi non hanno mai intervenuto veramente su di essa. Cosa risponde il ministro del lavoro? “Lo dica però che è scesa dello 0,6 % dal 2010 al 2011!”. Ma che senso ha? La pressione fiscale è intorno al 42% (terzo paese al mondo) da vent’anni, il premier in ogni campagna elettorale afferma che taglieranno le tasse e che la sinistra invece vuole alzarle (cosa quindi palesemente falsa) ed il suo ministro cosa fa? Un intervento privo di significato, privo di raziocinio.

Ecco perchè dal mio punto di vista la televisione è il peggiore strumento di informazione politica. Perchè coloro che sono invitati non si comportano onestamente, e non pagano mai le conseguenze delle loro parole. Dato l’attuale sistema elettorale in cui i partiti scelgono i candidati, non possiamo nemmeno toglierci la soddisfazione civica di nominare o meno i futuri parlamentari.

Questo è il punto debole della politica italiana. La falsità e la mancanza di dignità politica. Qualcuno molto probabilmente si salva, forse anche a destra; ma purtroppo è inutile se la linea di partito resta comunque quella, e se i membri del governo e del parlamento continuano a legiferare senza tener minimamente conto dei bisogni dei propri cittadini.

C’è il problema della disoccupazione. Qualcuno ha fatto qualcosa? No. Stessa cosa per lavoro, sanità, scuola, immigrazione, rapporto con la Chiesa, e via dicendo. L’elenco potrebbe continuare per molti dei problemi che affliggono il nostro Stato, e per ognuno di essi, negli ultimi vent’anni, non si è data una risposta seria. Si preferisce lasciar correre; ma d’altronde il popolo italiano è sempre stato cosi. La storia politica del novecento italiano è imbarazzante per molti versi. E giustamente, i politi attuali devono tenere basso il nome del nostro stato.

Non rimarranno molte persone intelligenti in questo paese e questa è l’idea che più mi riempie di sconforto.

R.

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