Middlesex

Pubblicato: marzo 29, 2011 in Art

Ho appena terminato di leggere Middlesex: mi ha letteralmente rapito e trasportato verso un mondo lontano e diverso.

Il romanzo parla della vita di un ermafrodita Calliope Stephanides, che diventerà Cal all’età di quattordici anni. Forse più che della sua vita, in realtà parla dell’epopea della sua famiglia: infatti il protagonista racconta il percorso della famiglia Stephanides dal loro luogo di origine, Bitinio, un piccolo paesino della Grecia, fino agli States, luogo in cui decidono di emigrare i nonni di Calliope.

La storia potrebbe sembrare banale o “forzatamente originale”, ma in realtà l’autore riesce a colpire l’attenzione fin dalle prime pagine. Cal, oramai adulto, decide di raccontare tutta la sua storia: abbiamo quindi un romanzo che passa dal presente al passato, tenendo sempre viva la nostra attenzione, spingendoci sempre a girare pagina senza mai fermarci. Lo scrittore infatti è bravissimo nella costruzione della cornice del romanzo, anzi, ciò che rende veramente unico Middlesex è proprio la cornice che sta intorno a Cally: l’epopea di una famiglia greca che scappa dal proprio paese a causa della guerra greco-turca (1919-1922); Desdemona e Lefty, i nonni di Calliope, provengono infatti da un paesino greco chiamato Bitinio: fuggono verso Smirne allo scoppiare della guerra e riusciranno a prendere una nave verso gli Stati Uniti proprio durante l’incendio della stessa Smirne per opera dei turchi. Diretti dalla sorella di Lefty a Detroit, i due giovani greci riusciranno a farsi una vita nel continente americano nonostante le molte avversità.

Bisogna aprire una parentesi: Desdemona e Lefty erano fratelli, oltre che cugini di secondo grado. Questo particolare è in realtà fondamentale per spiegare la malformazione genetica che Callie è costretta a vivere: una disfunzione genetica che la porterà ad avere una mancanza ormonale e la presenza di entrambi gli apparati sessuali; nel libro riferimenti simili saltano fuori ogni tanto come per ricordare al lettore e spiegare il reale motivo della nascita di questo libro: è come se l’autore ci stesse dicendo “Ehi, non dimenticate che tutto questo Callie ha deciso di scriverlo per parlarvi della sua vita, non di quella della sua famiglia”. I ricordi infatti si intrecciano alle valutazioni del presente: è come se, ad un certo punto della nostra vita, ci trovassimo a dover motivare perchè noi siamo diventati ciò che siamo.A venticinque anni è difficile come artifizio mentale, figurarsi nell’età adulta.

Eppure il nostro Eugenides riesce a raccontarci in maniera cosi genuina e semplice tutto il percorso di vita della nostra protagonista. Il racconto della sua adolescenza è qualcosa di fantastico: poco prima di scoprire la sua vera natura, all’età di quattordici anni, Callie andrà in vacanza con una sua amica, il fratello e l’amico del fratello; in quelle pagine la vera natura di Callie esce a nudo in maniera lampante e disarmante: è scombussolata da quello che prova per l’Oscuro Oggetto (questo è il nome che lei stessa usa per chiamare la sua amica) mentre fa di tutto per respingere le insistenti avanche di Jerome, fratello dell’Oscuro Oggetto. L’amore che prova per quest’ultima è puro, come quello che solo un adolescente può provare: non ha condizionamenti di sorta, e in queste pagine viene voglia di piangere di fronte alla tortura a cui è costretta Callie. Sarà questo l’apice della sua vita e del suo romanzo: nel momento della scoperta infatti, sarà costretta a recarsi da un medico specialista: ma questo avviene nell’ultima parte del romanzo, che fondamentalmente non la ritengo minimamente necessaria; tutto quello che abbiamo la fortuna di leggere fino ai primi tre quarti del libro è poesia allo stato puro: la vita della famiglia Stephanides è sviscerata in ogni singolo aspetto dei suoi protagonisti. Nell’ultima parte invece, assistiamo alla degenerazione della scoperta della sua natura.

Nonostante questa parte finale, resta un libro interessante, ricco di spunti originali, ricco di riflessioni interessanti sulla natura umana. E’ un libro forte che a tratti potrebbe risultare lento e poco realista. Ma nel complesso mi ha colpito per la sua capacità di far breccia sulle paure intime di ogni individuo e su quella parte oscura che ogni persona vorrebbe nascondere. Vale la pena riflettere insieme a Callie, o Cal, sulla nostra vita e sulla nostra vera natura.

R.

Annunci
commenti
  1. […] Ho appena terminato di leggere Middlesex: mi ha letteralmente rapito e trasportato verso un mondo lontano e diverso. Il romanzo parla della vita di un ermafrodita Calliope Stephanides, che diventerà Cal all'età di quattordici anni. Forse più che della sua vita, in realtà parla dell'epopea della sua famiglia: infatti il protagonista racconta il percorso della famiglia Stephanides dal loro luogo di origine, Bitinio, un piccolo paesino della Grecia, … Read More […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...