Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti

Pubblicato: febbraio 23, 2011 in Policy

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà

se c’è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l’aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l’aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.

È cominciata un’ora prima
e un’ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l’uscita

non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto…
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto…
ma al vostro posto non ci sono stare.

Fuori dell’aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità

tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po’ di tempo era un po’ cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po’ di tempo era un po’ cambiato
ma non nel dirmi amore mio.

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d’obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual’è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C’hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l’ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un’altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Fabrizio De Andrè

Niente, oggi non è proprio una giornata facile. Ho un tarlo che mi fa male e mi devasta dentro. E’ la solita rabbia che mi incide l’anima. La rabbia verso coloro che non ascoltano, che non capiscono, che non vogliono guardarmi dentro.

Odio dover provare sentimenti dettati meramente da questo mio tarlo; ma i sentimenti sono belli e puri poichè incontrollabili. Non ho la minima intenzione di ingabbiare me stesso, vedo troppe persone dentro le sbarre che si sono scelte come rifugio dalla vita.

Le colpe della mia situazione, della situazione totalmente negativa di questo paese non sono soltanto mie. Qua bisogna fare i nomi e i cognomi; basta con le giustificazioni, basta con le prese di posizione moderate. Qua è arrivato il momento di gridarli al vento! Urlate i nomi dei vostri genitori, di tutte quelle persone che adesso hanno la pace sociale dei sensi: urlate il nome della generazione precedente la nostra, che ha lottato anni per ottenere determinati diritti per poi scegliere di negarli ai propri figli. Io non scelgo di stare inerme di fronte alla società; ma guai a usare giustificazioni verso di loro. Sono profondamente stufo di ascoltare mille e mille discorsi sui giovani e sui sacrifici personali, sulla gavetta e sulle opportunità che bisogna crearsi nella vita: non ho scelto io di ridurre la mia laurea a pura carta straccia; non ho scelto io di ridurre le attuali istituzioni politiche composte da una massa di persone prive di ogni tipo di valore e competenza; io non ho votato loro! Non ho votato a persone che si sono presentate di fronte casa mia con la speranza di strappare un voto in più con la promessa di asfalto nuovo di fronte casa; non ho scelto di non rispettare le leggi, o di fregare il prossimo non appena ne ho l’opportunità; non ho scelto di non rispettare i miei doveri prima di rivendicare i miei diritti; non ho scelto di giudicare senza sapere minimamente come stanno le cose; non ho scelto di non ascoltare, di piangere lacrime futili, o di stare comodo nel mio posto; non ho scelto di stare fermo e immobile di fronte a ordini sbagliati; non ho scelto tutto questo, ma c’è chi lo ha fatto. Ricordatevi che i nomi li avete di fronte a voi ogni giorno! Dovete urlare contro di loro; urlare dentro voi stessi che voi non fate parte di questa società! Voi non siete fatti della loro materia: non si assumeranno mai le colpe, indelebili, scritte con il fuoco nella loro anima; non lo faranno mai. Ma tali colpe sono incancellabili e durevoli in eterno.

Ho scelto di non aver nulla a che fare con persone che mi parlano di futuro, quando loro hanno scelto di rubarlo ai propri figli; ho scelto di non condividere intellettualmente nulla di tutto quello che li circonda. E continuo imperterrito la mia scelta; mi toccherà emigrare per non aver più nulla a che fare con i responsabili del mio futuro? Emigrerò.  Mi toccherà pulire piscio e merda per tutta la vita? Lo farò. Mi toccherà non aver la possibilità di un degno futuro in questo paese? Allora urlerò ai quattro venti che questo non è il mio paese; non chinerò il capo di fronte alle loro tristi parole; la mia anima resterà pura e immacolata di fronte ai loro continui errori. Nulla potrà mai macchiare i miei ideali, i miei sogni, e la mia bellezza.

Questa è la purezza di una persona. La consapevolezza che in ogni momento della propria vita può far affidamento sulla propria onestà intellettuale; verso se stesso prima di ogni altro. Il poter vivere con il sorriso sulle labbra qualunque avversità la vita ci mette di fronte. Non è un’utopia sterile; è la forza che noi abbiamo contro chi ha scelto di non avere tale onestà, tale rispetto, nei confronti degli altri esseri umani. Io non ho la minima intenzione di rubare nulla ai miei figli o a qualsiasi altro uomo su questo pianeta. Io ho intenzione di trattare il prossimo con la stessa dignità intellettuale con cui potrei mai trattare me stesso; altri non agiscono in questo modo, e io non ho la minima intenzione di averci nulla a che fare. Griderò dentro di me i loro nomi, e non cancellerò mai il ricordo dei furti che la nostra generazione ha subito. Porterò dentro di me questo pesante bagaglio: quando e se mi troverò in una società che non si macchierà di tali colpe, sorriderò ogni giorno della mia vita pensando di avercela fatta, di essere riuscito a vincere la mia lotta di fronte a loro. E in quel preciso istante riaprirò quel bagaglio e cercherò di rendere partecipi più persone possibili. Devono pagare il prezzo delle loro colpe con il disinteresse di chi li circonda; io non ho più nulla a che fare con chi ha scelto di rubare una parte del mio futuro; ed ogni momento della mia vita è teso ad informare chi non si interessa di questi argomenti.

La Rivoluzione non è ancora in atto? Ogni nostra azione deve lanciarsi verso di essa. Non possiamo prescindere. Non seguite quello che vi impongono senza chiedervi nulla. Lottate, resistete, e usate il vostro prezioso cervello. Nulla potrà mai contrastare i vostri sogni e i vostri ideali. Nessuno al mondo può sporcarli oltre voi stessi; ma chi si sporca, resta macchiato per sempre. E noi siamo bianchi, siamo puliti, e lo saremo per sempre; non sarà il fango, non sarà polvere ne letame a sporcarci: sarà solo l’obbedienza al loro potere. Ma noi lotteremo, fino alla fine.

Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti… Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.

Revolutopico

 

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